Milano Fashion Week Primavera Estate 2017: un bilancio Si è conclusa la kermesse milanese che ha presentato la moda per la stagione S/S 2017

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Milano Fashion Week Primavera Estate 2017: uno sguardo d’insieme, tra cambiamenti e criticità

In molti si domandano dove stia tutto il fascino nella Settimana della Moda, soprattutto in quest’epoca di austerity e in cui le cose a cui pensare hanno ben altra gravità. Eppure, riuscireste a immaginare una vita senza arte? Una vita senza lo “spirito”? Spesso accusata di essere vuota, superficiale, anacronistica e senza più contatti con il mondo reale, la moda appare sempre più come una questione trascurabile, quando non inutile, come alcuni affermano in modo piuttosto tranchant.

Che il sistema moda sia in crisi è davvero difficile da negare, e la faccenda non riguarda soltanto Milano. Negli ultimi mesi ha tenuto banco il carosello dei direttori creativi allo sbando, senza più maison di riferimento, e maison in balia dei posti lasciati a lungo vacanti.

L’accusa secondo cui la moda non starebbe a sentire quel che si dice nel mondo reale non è del tutto giustificata. Forse in imperdonabile ritardo, ma il fashion system ha finalmente capito che le cose non possono più andare come è accaduto da 50 anni a questa parte.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a vari terremoti che hanno coinvolto le città principali protagoniste del “fashion month”, New York, Londra, Milano e Parigi.

Abbiamo visto l’abbandono delle tradizionali stagionalità Autunno/Inverno per optare per una visione (giustamente) globalizzata. Abbiamo visto l’unione delle sfilate Uomo/Donna in un’ottica più ampia del fenomeno “no gender”. Abbiamo visto mettere in pratica il “See now Buy Now” che ancora riscuote non poche perplessità. Il rischio è quello di perdere il fascino che ha sempre accompagnato il rito della Fashion Week? Chissà. Questa stagione Primavera Estate 2017 è stata il banco di prova delle ultime rivoluzioni e i cui effetti saranno forse misurabili nei mesi seguenti.

Quel che è certo, è che Milano sembra aver patito più di altre città i vari scombussolamenti. Sono state numerose e importanti le defezioni durante la scorsa Milano Moda Uomo, ma anche questa Milano Moda Donna ha subito qualche colpo. Uno su tutti la decisione di Giorgio Armani di sfilare non più in chiusura, come da tradizione, e di “esportare” Emporio Armani a Parigi. A quanto pare, le ultime sfilate in calendario ne hanno sofferto particolarmente, dal momento che molti buyer erano già in viaggio per Parigi.

Milano Fashion Week Primavera Estate 2017 vista dal backstage

Ma andiamo al sodo e vediamo quale clima si è respirato nel dietro le quinte delle sfilate milanesi.

Devo ammettere che anche questa volta l’emozione di vedere la pura creatività all’opera è restata intatta. In particolare nel caso di Antonio Marras, il cui entusiasmo e la cui arte si rivelano sempre all’altezza ogni stagione che si sussegue. Quest’anno è stato deciso di non far sfilare I’m Isola Marras, mentre ha sfilato anche la collezione uomo accanto alle ragazze in passerella. Grazie a questo designer così intelligente e visionario la moda ha ancora davvero un giusto senso di esistere, in quanto portatrice di arte e cultura. L’attenzione maniacale per i dettagli, la preziosità sartoriale e l’ingegno di realizzare abiti patchwork con ritagli riciclati dalle collezioni precedenti e la cura di uno show spettacolare che ha lasciato tutti senza fiato recano tutta l’autentica magia di quel che dovrebbe essere la Milano Fashion Week.

In altri casi, non si può negare che si avverte un po’ di stanchezza, si assiste a un po’ di ripetitività, mentre in occasioni dei cambiamenti il clima è stato più teso del solito.

Quel che resta di questa settimana milanese è la sensazione che la città debba affrettarsi a offrire nuovi spunti creativi, per non rischiare di restare indietro nel grande circo della moda.

 

Photo credits: Francesca Merlo